lunedì 2 febbraio 2015

Discorso - Concorso (quarta edizione)

Come di consueto all'inizio dell'anno sociale il Gran Maestro pronuncia l'orazione d'apertura all'osteria di Vico Palla. Anche quest'anno nel suo discorso del 2 gennaio 2015, ha proposto un concorso (aperto a tutti). Il discorso è pubblicato sul sito dell'Arciconfraternita e, per renderlo più visibile, lo riproponiamo anche sul blog. 
Carissimi Priori e Gran Priori
Nella relazione che vi leggerò quest'anno riporterò i momenti principali della vita associativa del nostro sodalizio.
Abbiamo iniziato a gennaio 2014 con la conferenza dal titolo "Il chinotto, l'agrume dimenticato della Liguria" tenuta dal priore presso la sede della "Compagna" di Genova a Palazzo Ducale, con ampia partecipazione di pubblico (ca. 100-120 persone) e articolo su "Il secolo XIX".
Sono continuati i nostri studi su testi e documenti originali presso gli archivi di Stato di Genova, Imperia, Ventimiglia, che hanno portato a ulteriori chiarificazioni storiche sulla coltivazione del chinotto in Liguria e nell'area mediterranea.
Abbiamo partecipato coralmente a diverse riunioni presso la sede sociale e al di fuori di essa; mi piace qui ricordare la tradizionale presenza alla festa Avis di Ronco Scrivia (Sagra della lumaca).
A ottobre siamo andati a Lerici, ospiti della Società Marittima di Mutuo Soccorso nell'ambito delle manifestazioni "Culture e colture del mediterraneo", con conferenza nella sala grande del castello, con buona partecipazione di pubblico (ca. 25-30 persone), gemellaggio con la società per le tradizioni di Carloforte (con invito ad andare in loco a parlare dei nostri studi) e pranzo tipico sui bastioni del castello.
Sono inoltre stati pubblicati due articoli del priore su "Pigmenti di Cultura" edito dall'Associazione Aiolfi di Savona, e sulla rivista Anthia edita dall'associazione libri di Liguria di Peagna di Ceriale (SV), (entrambi gli articoli sono riportati sul sito).
È continuata la collaborazione con la rivista di studi storici "Intemelion" edita dall'Accademia Storica Ventimigliese, con sponsorizzazione e ringraziamenti ufficiali durante la cerimonia di presentazione.
Per quanto riguarda il terzo concorso Mετις si può affernare che la risposta del pubblico è ormai assodata; quest'anno il vincitore è uno studioso savonese che ha chiesto di rimanere anonimo: per questo lo proclamo vincitore in pectore riservandomi di rivelare il suo nome in futuro.
Per il 2015 siamo arrivati al quarto anno del concorso Mετις, secondo in latino, con il testo, le domande e le condizioni che troverete in calce e che, spero, possa avere lo stesso successo del passato.
In allegato troverete il bilancio 2014 e preventivo 2015 che vale per tutte e due le Cappellanie (Genova e Ventimiglia), da approvare all'inaugurazione dell'anno sociale (a Genova il 6/2, a Ventimiglia il 13/2); vorrei esortarvi a considerare lo sforzo fatto in questo campo.
Dal 1/1/2015 sono decadute, come da statuto, tutte le cariche sociali tranne quelle del Gran Maestro e del Priore, sempre in allegato troverete la proposta di nuove nomine per il prossimo triennio, proposta presa in accordo con i soci intemeli che fin d'ora approvano il nostro operato.
Non ho altro da aggiungere se non porgervi i più fecondi voti, per la vita, l'associazione, gli studi, il lavoro, assicurandovi della mia diuturna preghiera per tutti voi.
 
Data a Genova il 02/01/2015
venerdì, indizione VIII, numero d'oro 2
memoria di S. Basilio Magno vesc. 
Il Gran Maestro
+ dott. Roberto Pallotti
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Concorso Mετις 2015
Ecco il testo:
Dogma a putando philosophi nominaverunt, id est, " hoc puto esse bonum", "hoc puto esse verum". Religio appellata, quod per eam uni Deo religamus animas nostras ad cultum divinum vinculo serviendi.
Quod verbum conpositum esse a relegendo, id est eligendo, ut ita Latinum videatur religio sicut eligio.Tria sunt autem quae in religionis cultu ad colendum Deum in hominibus perquiruntur, id est fides, spes, caritas. In fide, quid credendum; in spe, quid sperandum; in caritate, quid sit amandum.Fides est qua veraciter credimus id quod nequaquam videre valemus.
  • domanda 1): nome dell'autore e contesto storico
  • domanda 2): traduzione
  • domanda 3): quali sono le differenze fra queste definizioni e le analoghe di Cicerone?
         Con questo vi saluto e vi auguro un buon anno. Il Gran Maestro

Il concorso scade il 31 ottobre 2015. Tutte le soluzioni dovranno essere inviate all'indirizzo e-mail del priore (priore@arciconfraternitadelchinotto.org) specificando nome, cognome, professione, indirizzo e-mail.
In caso di più vincitori si procederà ad un incontro conviviale collettivo.

martedì 7 ottobre 2014

Colture e Culture

Domenica 5 ottobre l'Arciconfraternita del Chinotto era a Lerici, dove ha partecipato alla prima edizione di “Colture e Culture nel territorio ligure”.
La Manifestazione, organizzata e promossa dal Comune di Lerici, Società Marittima di Mutuo Soccorso, S.T.L. Lerici e Consorzio Castello, voleva far conoscere le eccellenze liguri, particolari e di nicchia.

All’entrata del Castello era aperto un mercato con prodotti del territorio, ortaggi, miele, vino con il supporto di Slow Food Sarzana Lerici Val di Magra, mentre all’interno del maniero, una serie di appuntamenti con le peculiarità della tradizione ligure, ha animato la giornata.


Da Carloforte, località dell’isola di San Pietro in Sardegna abitata dall’antica comunità ligure “tabarchina” d’origine pegliese che ha mantenuto usi e lingua della terra d’origine, la “Pro Loco Carloforte”, con Gianni Repetto, e l’Associazione “A Màina”, con Luigi Pellerano, hanno parlato della storia di questa popolazione, delle tradizioni della cucina locale.




Per l’ora di pranzo, il famoso chef Secondo Borghero del rinomato ristorante “Il Tonno di Corsa”, ha prepareto assaggi della cucina “tabarchina”, serviti sulla terrazza del Castello, da dove si godeva una suggestiva vista del Golfo.



Nel pomeriggio i proff. Mario Vergari, “priore" dell'Arciconfraternita del Chinotto di Sestri Ponente, e Alessandro Carassale hanno tenuto una relazione su:  “Il Chinotto di Savona” la tradizione e l’uso in cucina dell’agrume ligure. Un agrume antico che stava scomparendo e che, da un po’ di anni, sta riprendendo il suo posto anche grazie all’impegno nella sua promozione e valorizzazione.





A seguire un interessante intervento dell’“Associazione Campiglia” sullo “Zafferano” l’oro rosso di Campiglia, coltivato sulle fasce a picco sul mare e sui “Fichi d’India”, un frutto da scoprire, tipico mediterraneo, coltivato nelle aspre terre sopra Tramonti. 
 

Per finire il prof. Alessandro Carassale ha presentato il libro di sui vini liguri In Terra Vineata. La vite e il vino in Liguria e nelle Alpi Marittime dal medioevo ai nostri giorni. Un'opera corposa, alla quale hanno lavorato 35 studiosi, che hanno proposto lavori basati su fonti e spunti del tutto inediti, per molti versi sorprendenti, in relazione a quanto scritto fino ad ora sulla nostra vitivinicoltura.





mercoledì 14 maggio 2014

Il "Purullo" (prima parte)

L'edificio che ospita la nostra sede in passato era l'Antica Osteria del Purullo ma forse non tutti sanno perché avesse questo nome.
O Purullo in realtà era il soprannome dell'antico proprietario, Bernardo Parodi, detto per l'appunto O Purullo.



Nel volume di Attilio Canneva: NOIÄTRI. Personaggi sestrini del passato, Edizioni Monte Gazzo, Genova Sestri, 1997, l'autore descrive O Purullo Bernardo Parodi (1868-1954), con queste parole:


Faceva il piazzista di verdura al mercato all’ingrosso. Ma lui, a Sestri, è passato alla storia per la sua baracca a Pian dei Galli, sotto il Gazzo, dove di domenica la gente si dava appuntamento per ballare. Era una scarpinata arrivare fin lassù, anche se il peso maggiore, cioè il pranzo, chi poteva lo faceva portare dall’asino: stufato in casseruole di terracotta e “buridda”.
Quelli che non possedevano il prezioso animale erano invece costretti ad arrampicarsi su per il pendio con attaccati al braccio canestri e cavagnette. Una volta arrivati, stendevano la tovaglia sull’erba o sul tavolo dell’osteria e iniziavano a tirare fuori uova sode, fave, salame, pane e torta pasqualina.
“O Purullo” ci metteva il vino, oppure le famose gazzose con la biglia, e la gente si divertiva a ballare polke, mazurche e valzer fino al tramonto.
Un’espressione riferita a lui è stata per anni un modo di dire molto in voga tra i sestrini. Si trattava dell’esortazione “Marca, Purullo!”, nata forse tra i clienti della baracca che - senza soldi - dopo aver bevuto gli dicevano appunto di “marcare”, cioè di mettere in conto. Oppure può darsi che fosse riferita al suo lavoro di piazzista, dove la maggior parte dei clienti pagava al sabato. Chissà da dove è scaturita: è sempre difficile determinarlo quando si tratta di cose tramandate di bocca in bocca.
In pieno agosto, quando faceva molto caldo, aiutandosi col bastone da passeggio spuntava in fondo a via Goldoni assieme a “Cicchin”, un suo amico carissimo col quale si dava rispettosamente del “voi”.
Noncurante del sole che picchiava senza pietà, vestiva col suo caratteristico “gipponetto” e il “mariölo” di lana con le mezze maniche. Anche “Cicchin” - uomo di penna, impiegato da Bagnara dei legnami dove teneva conto dei carichi in entrata e in uscita dallo stabilimento - quanto ad abbigliamento non scherzava: camicia, giacca in grisaglia
di cotone e sulla testa un bel panama.
Erano diretti come sempre sotto i portici, nel bar vicino alla farmacia del dottor Siri, con l’intenzione di mandar giù un grappino, quasi un digestivo dopo il pranzo. Per un eccesso di buona educazione, il più delle volte - tra un “lasciate stare il portafoglio che oggi tocca a me” e il conseguente “pago io, non insistete!” - finivano col litigare.
L’oste dall’altra parte del bancone lasciava fare, osservando la gustosa scenetta in silenzio: in definitiva la cosa più importante, l’aveva capito anche lui, era che qualcuno saldasse il conto!
... per altre notizie sulla nostra sede vi rimandiamo al prossimo post!


giovedì 30 gennaio 2014

Il Chinotto, l'agrume dimenticato della Liguria

Il 21 gennaio 2014, nell'ambito del Martedì in Compagna, Mario Vergari, priore dell’Arciconfraternita del Chinotto - che ha come scopo quello di recuperare e conservare la cultura del chinotto promuovendo la partecipazione attiva dei giovani - è intervenuto sul tema:
 Il Chinotto, l'agrume dimenticato della Liguria
Il chinotto è originario della Cina da cui il nome. Gli Europei, e specificatamente i Portoghesi, ne vennero a contatto nel XVI secolo. L’interesse era dovuto al fatto che da tale frutto si ricavava una importante e odorosissima essenza per profumi. In più, la presenza di moltissime sostanze antiossidanti lo rendeva adatto alla conservazione sui velieri di allora anche in lunghissimi tragitti, come fonte di vitamine per gli equipaggi. Importato in Europa, il Chinotto si acclimatò sulle sponde del Mediterraneo e fino al XVIII sec. la sua coltivazione era parecchio diffusa, ma a partire dall’Ottocento si ebbe una notevolmente riduzione.
Attualmente la coltivazione del Chinotto è completamente scomparsa dalla Penisola Iberica, dalla Provenza, dal Nord Africa nonché, all'Est, dalla Turchia e dalla Siria. Oggi rimane coltivato in maniera industriale solo nella provincia di Savona (da Albenga a Savona) con un picco di produzione nella zona compresa tra Pietra Ligure e Finale Ligure.

F. Pittaluga presenta la conferenza al pubblico in sala

Il folto pubblico nella sala Borlandi della Società Ligure di Storia Patria
Mario Vergari (priore dell'Arciconfraternita del chinotto) consegna il gagliardetto
al prof. Franco Bampi (presidente dell'Associazione A Compagna)
Mario Vergari (priore dell'Arciconfraternita del chinotto) consegna
una confezione di prodotti della profumeria Abaton alla prof.ssa Maria Vietz
Il prof. Mario Vergari durante la conferenza.
I proff. Franco Bampi e Mario Vergari

domenica 12 gennaio 2014

Discorso - Concorso (terza edizione)

Come di consueto all'inizio dell'anno sociale il Gran Maestro pronuncia l'orazione d'apertura all'osteria di Vico Palla. Anche quest'anno nel suo discorso del 2 gennaio 2014, ha proposto un concorso (aperto a tutti). Il discorso è pubblicato sul sito dell'Arciconfraternita e, per renderlo più visibile, lo riproponiamo anche sul blog. 
Carissimi Priori e Gran Priori
hanc mutatio dexteram excelsi, fino allo scorso anno dubitavamo della riuscita della nostra associazione, da quest'anno siamo certi della rinascita della coltivazione del chinotto in Liguria, procederemo anche con la terza edizione del concorso Mετις: chi lo vincerà sarà invitato da me ad una cena conviviale presso la sede sociale e nominato cavaliere di grazia magistrale.

Ecco il testo:
(in caso il testo non fosse visualizzato correttamente si può scaricare in PDF da QUI)
  • domanda 1): Chi è l'autore di questi versi? Quale traduzione se ne può proporre in italiano?
  • domanda 2): Chi è il personaggio storico che si trova menzionato nei versi in questione?
  • domanda 3): Chi è il poeta ligure che, per quanto digiuno di greco, volle ispirarsi all'autore in questione?
         Con questo vi saluto e vi auguro un buon anno. Il Gran Maestro

Il concorso scade il 30 settembre 2014. Tutte le soluzioni dovranno essere inviate all'indirizzo e-mail del priore (priore@arciconfraternitadelchinotto.org) specificando nome, cognome, professione, indirizzo e-mail.
In caso di più vincitori si procederà ad un incontro conviviale collettivo.

lunedì 23 dicembre 2013

Chiusura dell'anno sociale (cappellania di Genova)

Sabato 20 dicembre, presso la trattoria da Paulin di Fontanegli,



si è tenuta l'assemblea di chiusura dell'anno sociale dell'Arciconfratenita del chinotto.



In quest'occasione i cavalieri hanno tirato le somma dell'anno che si va a concludere e tracciato il programma per il nuovo anno.



Un anno che si profila denso di impegni che accresceranno il prestigio e la visibilità del la nostra associazione in ambito nazionale e internazionale.




Oltre alle consuete riunioni conviviali, parteciperemo ad almeno un paio le manifestazioni internazionali , una a maggio e una a settembre, delle quali saranno divulgati i programmi dettagliati appena possibile.




La serata è continuata in un clima di allegria e si è conclusa con e l'investitura, da parte del Gran Maestro, dei nuovi cavalieri


e la tradizionale foto di gruppo.



lunedì 16 dicembre 2013

Chiusura dell'anno sociale (cappellania di Ventimiglia)

Sabato 14 dicembre presso il ristorante è "Le Chaudron" di Bordighera si è svolta la cerimonia di chiusura dell'anno sociale della cappellania di Ventimiglia dell'Arciconfratenita del chinotto, ed il tradizionale scambio di auguri per le prossime festività natalizie.

La tavolata dei cavalieri

La tavolata dei cavalieri

Il priore dell'Arciconfraternita, mentre degusta la marmellata di chinotto

Al termine di una cena frugale i cavalieri hanno brindato con il chinottino prodotto con i chinotti provenienti dal chinotteto dell'Arciconfraternita.

Il brindisi augurale
Ma l'attenzione dell'intera serata è stata monopolizzata dalla piccola Claudia che, nonostante la tenerissima età, porta già orgogliosamente il mantello dell'Arciconfratenita del chinotto
 
I cavalieri dell'Arciconfraternita del Chinotto

I cavalieri dell'Arciconfraternita del Chinotto